trans europe express
peppe fiore // nembutal00@hotmail.com
il partito di Amadeus
In un ufficio al quarto piano di un bel palazzo in centro, le due ragazze che lavorano per l’organizzazione che ha invitato tre scrittori a Vilnius (oltre a me, un austriaco e una polacca) ci spiegano che il primo ministro lituano viene dalla televisione. Prima di darsi alla politica era un famosissimo conduttore di quiz. In pratica è come se Amadeus diventasse dall’oggi al domani presidente del consiglio. Oltretutto, questo primo ministro lituano ha fondato un partito pieno di gente dello spettacolo, ci dicono. Penso ad Amadeus – Amadeus con i suoi occhi da serpente velenoso, Amadeus con la sua pelle biscottata dalle luci di scena – che fonda un partito con Flavio Insinna, Proietti, Enrico Papi, Giurato, la Littizzetto. In quanti lo voterebbero? Oggi il primo ministro lituano ex conduttore di quiz è potentissimo: è uno che sa parlare alla gente e che conosce a perfezione i meccanismi spettacolari della politica. Ma quando pronuncio la parola Berlusconi tutti nella stanza annuiscono e sorridono. Lo conoscono. Gli spiego che Berlusconi possiede un network televisivo commerciale in diretta concorrenza con il network pubblico, che a sua volta è controllato politicamente dal governo, quindi indirettamente da Berlusconi stesso. Gli spiego che il principale gruppo editoriale italiano è controllato da Berlusconi, e che questo gruppo controlla anche Einaudi, la casa editrice di cultura più importante d’Italia. Gli spiego pure che la principale casa di distribuzione e produzione cinematografica in Italia, la Medusa Film, fa capo al gruppo Mediaset, che fa capo a Berlusconi. In Italia è tutto di Berlusconi, dicono le mie ospiti sorridendomi gentilmente. Sorrido anch’io: eggià, in Italia è tutto di Berlusconi. La conversazione si sposta su Alessandro Baricco che qualche tempo fa ha partecipato alla fiera del libro di Vilnius. Fino nel cuore delle repubbliche baltiche è riuscita a conficcarsi la sheggia della letteratura italiana. Penso a Baricco a Vilnius, a questa città di pietra bianca e luce grigia che si trasforma in caramello attraverso lo sguardo western di Baricco e si squaglia.