trans europe express
peppe fiore // nembutal00@hotmail.com
la cocaina
Piove. Pioggia in continuazione. Yogurt in buste da litro, birra, salsicciotti, nescafe, una specie di ricotta pure in busta, camel che non sanno di camel. Continuo a rimandare a oltranza la ricerca di una schiuma da barba, che sta per trasformarsi in emergenza. Freddo a fasi alterne. Comprare un ombrello. Comprare una scheda telefonica. Evacuazioni misteriosamente regolari e copiose, per la prima volta in vita mia, nonostante la molta distanza dalla tazza domestica. Pensieri ossessivi sugli zeppelin, gli gnocchi giganti ripieni di carne, sul blog, sulle prossime cose da scrivere, sull’Italia, sull’alcolismo in genere, sulla cocaina, sugli amici, sui Kraftwerk, ancora sugli zeppelin. In un momento di semi ubriachezza ieri sera telefonata lampo a Gianluca: non ricordo il nome del regista austriaco di Canicola. Un numero indefinibile di chiese, turisti, molti turisti polacchi, molte vecchie. Fregna meno di quanto mi aspettassi. Cielo: una pista di pattinaggio sul ghiaccio capovolta, con striature, baluginii, chiazze di luce. Scopro quasi immediatamente che è falsa la leggenda dei maschi lituani piccoli e brutti e scuri. Tanti bei ragazzoni di aspetto e modi nordeuropei: alcuni, anzi molti, quasi precisamente come vorrei essere io (un ragazzone di due metri con la testa rasata, le labbra grandi e chiare, le pupille appuntite tra gli zigomi quadrati, la barbetta morbida, un cazzo atomico, le dita lunghe da donna). Ho il sospetto che la leggenda dei maschi lituani nasca dai maschi italiani poveracci che vengono in Lituania a scopare ed effettivamente scopano, ma solo perché le donne locali sono molte di più degli uomini. Questo me lo ha detto la guida. Dormo dieci, anche undici ore a notte.